21 marzo 2009

La Bignardi dimezzata


La Daria Nazionale è tornata sul secondo canale di Mamma Rai con il suo tipico programma per "quelli che guardano solo programmi fighi" che dal 4% di share de La7 è schizzato nella prima puntata a 10 tacche avanti.

In perfetta mise da "segretaria" con la sua blusa color ciclamino ed un inaspettato tacco s-velato dalla glaciale scenografia dello studio, la Bignardi ha fatto capolino nella "cciovane" Rai2 dopo aver lasciato la radical-chic La7.

Programma più "asciutto" de "Le invasioni", L'Era Glaciale è, menomale, privo delle "ammucchiate" di ospiti che intervallavano in quel de La7 le classiche interviste con i "cartellini" feticcio della trendissima conduttrice ma si arricchisce di "teche" e servizi "cinematografici".

La Bignardi si farà strada, ne siamo certi, nel camaleontico palinsesto di Marano, il direttore di Rete che, stanco forse di avere una Rete Ventura-centrica, l'ha corteggiata, si dice, per lungo tempo fino a farla capitolare dietro lauto compenso (cherchez la femme!).

Con interviste da "vernissage" impeccabili e sempre ben guidate, la prima puntata si è aperta con l'immarcescibile Litizzetto "vorrei un programma tutto mio in prima serata ma non posso" e si è chiusa con un Roberto Bolle da "ma l'avresti mai detto?".

Che dire, una Bignardi "sudata" e insolitamente scomoda (di seduta) è atterrata nella Rete più "impersonale" del palinsesto italiano dalla cui conduttrice si aspetta molto per darsi finalmente quel "tono" da rete moderna da lungo tempo negatogli dai vari Magalli e Guardì che continuano a vampirizzarne mezzogiorni e domeniche mattine.

E' partita dalla terza serata ahimè, alle 23:30, percorrendo quell'insolito purgatorio che attende "coloro che vengono traghettati" da altri "lidi" televisivi e con una durata quasi "dimezzata". Partenza da "maratoneta" o la solita "bischerata" strategica dei maghi del palinsesto Rai? Bignardi in prima serata subito!

22 febbraio 2009

Il Senso di Sanremo


E alla fine è passato un altro Sanremo. Un pò "Senso della Vita", un pò la solita sfilata di cantanti riesumati per l'occasione. I vincitori? Una voce incantatrice nel corpo di una tenerissima ragazza con il nome di una marca di acciughe e un nuovo prodotto della TV, vincitore già sulla Carta.
Ma Sanremo è Sanremo e non si può non seguirlo. Almeno quest'anno ci abbiamo messo meno fatica.

06 agosto 2008

"Dirty Sexy Money": I soldi non fanno la felicità e nemmeno la fortuna degli ascolti di Canale 5

I soldi sono il principio di ogni male o aiutano a vivere meglio?? Di solito, siamo sempre portati a credere come vera la seconda ipotesi e a rincorrere ogni settimana la chimera di una vincita milionaria al SuperEnalotto.

Ma a giudicare dalla "piega" che prende la vita di Nick George, protagonista della nuova serie tv del martedi sera di Canale 5 "Dirty Sexy Money", forse ha ragione chi dice che "i soldi non fanno la felicità".

Dopo la tragica e misteriosa morte del padre, Nick (interpretato da Peter Krause) è "costretto" per "rivincita paterna" e di fronte a un compenso irrinunciabile di 10 mln di dollari all'anno a prendere il suo posto come legale di fiducia della ricchissima famiglia Darling, una famiglia tanto ricca quanto disastrata dal punto di vista umano.

Una famiglia numerosa, con figli alle prese con alcol, depressione, discutibili gusti sessuali incapaci di dare un "senso" alla loro vita viziata e telecomandata dai loro genitori, il patriarca Tripp (il mitico Donald Suterland) e la moglie fedifraga e depressa Letitia.

Al suo debutto la serie ha ottenuto 2.326.000 telespettatori ed il 13,26% di share nel primo episodio e 1.786.000 con l’11,53% nel secondo.

Un esordio quindi al di sotto delle aspettative per una Rete che sperava di dimenticare il recente flop dei "Tudors" (ma non è che magari entrambe le serie mal si conciliano con il famigliare target di Canale5? Magari era il caso di puntare sulla cadetta Italia1??)

Dialoghi superbi, grande ritmo e ambientazioni sfarzose ci regalano comunque, a mio parere, un altro gioiello della serialità americana.

Sul cast corale si staglia l'"allure" insuperabile di un indovinato Donald Suterland ma anche Peter Krause alias Nick George, un pò voce narrante e filo conduttore di ogni episodio è una piacevole sorpresa.

Prodotta da Bad Hat Harry Production, la serie è andata in onda per la prima volta sul network statunitense Abc il 26 settembre 2007 riscuotendo un enorme successo.

Dirty sexy money nasce da un'idea di Craig Wright, già conosciuto per aver lavorato in produzioni come Six feet under.